Questo è il mio diario personale per commentare e spiegare, con il punto di vista di un addetto ai lavori, i comportamenti criminali che ogni giorno combatto e per condividere una mia grande passione: la lettura.
venerdì 20 marzo 2020
Mi chiamo Luca
Martorana. Classe ’73 sono cresciuto a Caltanissetta. Dal 1998 sono in servizio nella Polizia di Stato e, nel corso degli anni, ho operato in diversi settori della sicurezza, dal controllo del territorio alla polizia giudiziaria alla gestione dell'ordine pubblico, a Roma, Brescia, Grosseto e Padova. Dal 2015 sono in servizio presso la Sottosezione autostradale della Polizia Stradale di Alcamo. Mi sono laureato in "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" all'Università di Perugia con una tesi sul "Comportamento della folla durante le manifestazioni di piazza". Ho una grande passione per l'heavy metal. Lettore appassionato e
divoratore di libri fin da bambino, sono anche un grande amante di film e serie
tv….soprattutto se di fantascienza. Amo giocare a basket e girare per le strade della Sicilia in
sella alla mia Harley….
domenica 8 marzo 2020
"La bestia di Brixton" di Gianni Mazza - Recensione
Secondo appuntamento con la rubrica dedicata alla letteratura "criminale". Oggi vi presento un thriller appassionante, scritto da Gianni Mazza, un giovane scrittore siciliano che ci spinge dentro una storia che tiene il lettore col fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina, affrontando un tema molto interessante, quello del disturbo dissociativo dell'identità.
SINOSSI:
Una bella casa, una donna che lo stima e lo ama, un lavoro che lo soddisfa, due genitori affettuosi. È il mondo in cui vive Mark, un giovane e promettente attore, un mondo in cui ha tutto ciò che un uomo può desiderare. Mark, però, non è un solo uomo. In lui coabitano Karl, Damian, Jo, Sam, Jimbo, e chissà quanti altri. Perché Mark soffre del disturbo dissociativo dell’identità, e in lui convivono, senza che lo stesso ne sia cosciente, più personalità, indipendenti tra di loro e a volte
contrastanti.
Durante il giorno c’è Mark, la sua carriera, la donna che ama, la notte è Karl, insieme a suo fratello Damian, a prendere possesso del corpo e ad andare alla ricerca delle donne per “dipingere” il suo quadro perfetto.
C’è tutto questo ne “La bestia di Brixton”, un romanzo che racconta un mondo sommerso all’interno della mente umana,
capace di coinvolgere, spaventare e, al tempo stesso, emozionare il lettore.
contrastanti.
Durante il giorno c’è Mark, la sua carriera, la donna che ama, la notte è Karl, insieme a suo fratello Damian, a prendere possesso del corpo e ad andare alla ricerca delle donne per “dipingere” il suo quadro perfetto.
C’è tutto questo ne “La bestia di Brixton”, un romanzo che racconta un mondo sommerso all’interno della mente umana,
capace di coinvolgere, spaventare e, al tempo stesso, emozionare il lettore.
Questa è la mia
RECENSIONE:
domenica 1 marzo 2020
"La normalità del male" di Isabella Merzagora - recensione

La prima puntata della rubrica dedicata alla letteratura "criminale", è riservata a un saggio di criminologia scritto dalla Professoressa Isabella Merzagora: "La normalità del male".
Uno scritto interessantissimo elaborato da una grande studiosa della devianza che ci porta dentro uno degli aspetti più oscuri dell'uomo.
SINOSSI:
Abitualmente la criminologia si occupa di atrocità che si possono considerare eccezioni, anomalie. Il volume si interroga invece sul perché interi popoli o comunque migliaia, centinaia di migliaia di persone possano rendersi responsabili di massacri e poi tornare alla loro normalità. La risposta a questa domanda si è cercata analizzando soprattutto il nazismo, inteso come matrice di ogni razzismo, ma ci si è soffermati anche su manifestazioni recenti di "paura dell'altro", citando molte ricerche, in particolare orientate all'analisi dei linguaggi propri dei social network. In sintesi, una spiegazione di quanto accaduto in passato, e in generale della possibilità che persone comuni compiano eccidi, si può trovare nell'idea che esista una diversità radicale e inemendabile fra "noi" e gli "altri", e che questa sia la causa del delitto: la "criminologia dei pochi", appunto, che porta alla "criminalità dei molti". Rimane, a questo punto, un'ultima domanda: la storia potrà vacillare di nuovo?
Questa è la mia
RECENSIONE:
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